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Registriamo la batteria: consigli utili!


La batteria è forse uno degli strumenti più difficili da microfonare, poiché entrano in gioco tante varianti che ne modificano il suono. Cerchiamo quindi di capire quali sono i passi più importanti da svolgere per registrare una performance di batteria, il cui risultato sia ottimale in base ai mezzi a disposizione.

L'articolo può essere utile per chi si addentra nel mondo dell'home recording.


RENDI PERFETTO IL TUO DRUM KIT


Se il tuo kit di batteria non suona bene sappi che in studio non potrai correggere molto. E’ difficile, se non impossibile, recuperare in mix un suono che sia sbagliato in partenza. Cerca, quindi, di ottimizzare e preparare il tuo kit in modo che ti restituisca il suono che vorresti sentire nella registrazione.

Parti dalle pelli e assicurati che siano in buono stato e ben accordate. Se sono diverse o consumate, cambia tutto il set in modo da non avere tom e timpani che suonino in modo drasticamente diverso l’uno dall’altro.

Una volta cambiate le pelli, passa all’accordatura dei singoli fusti: perdi tanto tempo in questa fase, poiché il suono può cambiare radicalmente anche con piccoli movimenti dei perni.



UTILIZZA LE SORDINE PER MIGLIORARE IL SUONO (CON PARSIMONIA)

Per gestire correttamente un suono di batteria molto risonante è necessario avere una stanza acusticamente adeguata ed equipaggiata con strumentazione di ripresa all’avanguardia. Per diminuire le risonanze sui fusti, come anche dei piatti della vostra batteria, consigliamo l’uso delle sordine. Grazie all’ausilio di quest’accessorio, sarà più semplice lavorare durante il mix e comprimere il suono nella maniera giusta.

ATTENZIONE: Non abusarne… il suono deve essere naturale e mai artefatto!

SCEGLI I MICROFONI GIUSTI

Non vi è una regola precisa nella scelta dei microfoni per una batteria, né sul numero di microfoni da utilizzare per la ripresa. Il tutto è dettato dal risultato che si vuole ottenere. Pensiamo al microfono come un modo di riprendere un dettaglio dello strumento. La batteria, per sfortuna o fortuna, ha tanti dettagli da poter riprendere, ma non dimenticare che ogni microfono che aggiungi al set di ripresa, cambia la percezione della batteria registrata.

Essenziali sono i suoni di kick e snare. Una microfonazione stereo del kit, poi, se ben fatta, aiuta a dare amalgama al tutto.

E’ auspicabile un microfono dedicato per la ripresa del kick. In commercio ne trovi vari:


1. Shure Beta 52

2. Akg D112

3. Audix D6

4. Sennheiser E602



Ognuno di questi avrà un suo suono e una sua peculiarità a livello timbrico, ma tutti saranno validi per la ripresa della cassa della batteria. Il microfono può essere posizionato in più punti:

a) All’interno del kick, al centro tra pelle battente e risonante, direzionato verso il battente (il suono avrà molto attacco e poco corpo);

b) Al bordo del foro sulla pelle risonante direzionato verso il battente (il suono avrà un buon bilanciamento tra attacco e corpo);

c) Al di fuori della pelle risonante (il suono avrà pochissimo attacco e molto corpo).

Tutte e tre le microfonazioni sono sicuramente valide e adattabili ai vari contesti e generi musicali. Scegli, quindi, in base alle tue necessità artistiche.


Importantissimo è anche lo snare. Esso avrà suoni differenti tra parte superiore (top) e parte inferiore (bottom), dove risiede anche la cordiera.

Sicuramente il “top” sarà la parte più importante da riprendere dello snare, ma, se vorrai ottenere un suono completo, dovrai microfonare anche il “bottom”.

Per il rullante top si è soliti utilizzare microfoni dinamici, quali Shure Sm57, Audix I5 (o simili), mentre per il bottom si possono utilizzare anche microfoni a condensatore, a diaframma stretto o largo, quali Akg c414, Akg c451b (o simili).



Se si utilizzano due microfoni per la ripresa del rullante è necessario invertire la polarità del “bottom”.

Puntando la capsula verso il centro del rullante, avrai un suono con più attacco; puntandola verso il bordo, avrai il suono con più corpo.

Lo stesso discorso vale anche per tom e timpani.


Altrettanto importanti sono i microfoni “sulla tua testa” (da qui il nome "Overheads"). I microfoni a condensatore a diaframma piccolo sono semplici da posizionare (senza aver bisogno di aste microfoniche dedicate) e suonano molto bene. Nulla toglie di poter usare microfoni a diaframma largo: il tutto dipende dal risultato sonoro che si vuole ottenere. Un fattore importante è quello di avere una coppia di microfoni uguali (stessa marca e stesso modello), possibilmente matchata.


Per quel che riguarda la ripresa dei piatti, puoi utilizzare una tecnica microfonica spaziata, detta A/B. Questa prevede l’utilizzo di due microfoni a condensatore spaziati tra di loro. Come puoi vedere dalla figura sottostante, devi stare attento al loro posizionamento sul kit.



Se prendi in considerazione l’asse centrale, noterai che il rullante nella ripresa risulterà spostato a destra, perdendo così il focus del fusto in mix. Per tale motivo sarebbe meglio piazzare la coppia stereo seguendo un’asse che prenda in considerazione il centro di cassa e rullante, come in figura sottostante.



Avremo così un suono ben bilanciato e senza grossi problemi di fase nel momento in cui effettueremo il mix.

Ciò che è difficile nella ripresa della batteria è riuscire a catturare in maniera abbastanza autentica il suono dello strumento suonato. Se si dispone di un ingresso aggiuntivo sulla scheda audio da poter sfruttare, sarà sufficiente collegare un microfono a un paio di metri di distanza dalla batteria (possibilmente un condensatore). Avrai registrato così anche l’ambiente (mono room). Il punto migliore dove piazzare il microfono sarà quello in cui cassa, rullante e hihat sono ben presenti e a fuoco.



SCEGLI LA SCHEDA AUDIO CORRETTA


Per registrare il suono ripreso dai microfoni sul tuo computer avrai bisogno di un’interfaccia audio. Questo tipo d’interfaccia è conosciuta come scheda audio e ne esistono centinaia di modelli e varianti sul mercato: tanti saranno i microfoni utilizzati per la ripresa, tanti saranno gli ingressi microfonici sulla scheda audio di cui avrai bisogno.




LIVELLI DI REGISTRAZIONE


Quando si registra uno strumento, si desidera catturare il livello più alto senza distorsione con il minor rumore possibile. In altre parole, si desidera un elevato rapporto segnale/rumore.

Le percussioni producono forti transienti e di solito sono registrate ad un livello che è vicino alla distorsione. Se si registra sopra lo 0 dB fs in un sistema digitale, la distorsione ottenuta non sarà affatto piacevole. D’altro canto, se si registra ad un volume troppo basso avremo un suono “spento” e poco dinamico.


Quindi, prima di registrare, fai in modo che il batterista suoni il kit al volume più alto a cui suonerà per la traccia su cui stai lavorando, in modo che tu possa impostare i tuoi livelli per adattarli meglio sulla tua daw.



CONCLUSIONI

E’ alquanto palese quanto sia difficile registrare una batteria, visti i tanti fattori in gioco. Per questo, se ti senti insicuro a registrare il tuo kit in maniera autonoma, ti consiglio di rivolgerti ad uno studio professionale.

Il Perfect Wave Studio è a tua disposizione per qualsiasi registrazione del tuo drum kit. Qui trovi la scheda tecnica degli strumenti in dotazione allo studio e i nostri servizi di recording.

Se invece, da audace e temerario recording man, ti vuoi cimentare nella registrazione della batteria e di tutti gli altri strumenti nel tuo gruppo, ti porto a conoscenza del servizio di mix e mastering online.


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Alla prossima 😉

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